Indicatori dalla crisi: facciamo un po’ di chiarezza.

Indicatori dalla crisi: facciamo un po’ di chiarezza.

Le ultime novità.

Apparentemente pronti gli indici dell’allerta esterna. Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha pubblicato la bozza dei parametri che innescheranno la procedura di allerta, ovvero la segnalazione dell’azienda all’OCRI, prevista dalla riforma della Legge fallimentare.

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha preso in considerazione 7 indicatori, i primi due validi per tutte le attività economiche:

  • Il Patrimonio Netto, che deve essere Positivo
  • il DSCR prospettico a 6 mesi. Il DSCR deve essere maggiore di 1 (il Cash Flow di periodo deve essere sufficiente a coprire gli impegni finanziari)

Il Debt Service Coverage Ratio è un parametro che, se inferiore a 1, indica che i flussi di cassa prospettici non sono sufficienti a far fronte regolarmente alle obbligazioni finanziarie: in pratica tale indice sembra coincidere con la definizione di insolvenza data dal legislatore.

Dare una corretta misura del DSCR fa sorgere una problematica importante: trattandosi di indicatore prospettico, è basato sui flussi di cassa previsti dei successivi sei mesi e quindi presuppone una stima di tali grandezze, introducendo di conseguenza un elemento di forte soggettività. Quante aziende infatti fanno una tesoreria a breve temine e/o fanno un budget preciso di incassi e costi a sei mesi? Certamente le piccole imprese non hanno una struttura gestionale ed organizzativa adeguata per poter dare una stima affidabile del DSCR.

Per questo motivo, se il DSCR non è disponibile o non è sufficientemente affidabile, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha indicato 5 indici “a consuntivo” le cui soglie di allerta sono differenziate per 10 settori di attività:

  • Oneri Finanziari / Ricavi
  • Patrimonio Netto / Debiti Totali
  • Attività a Breve / Passività a Breve
  • Cash Flow / Totale Attivo
  • Indebitamento Previdenziale e Tributario / Totale Attivo

Per una segnalazione di stato di crisi, l’indicazione è quella di considerare significativo il superamento di tutti e cinque gli indicatori. I risultati del backtesting su questi indicatori, pubblicato sul Sole24Ore, non sono molto incoraggianti. Nonostante il titolo dell’articolo ("Crisi d’impresa, l’allerta intercetta la metà delle insolvenze"), in realtà tale meccanismo riesce a rilevare solo l’11% delle aziende tra quelle effettivamente andate in stato d’insolvenza del campione considerato. C’è sicuramente del margine per migliorare il lavoro svolto.

Gli obblighi già in essere.

Chi pensa di potere “essere a posto” con il dettato della legge calcolando i cinque indicatori a consuntivo (magari su un file excel), sbaglia di grosso. Se per la segnalazione all’OCRI è ancora tutto in divenire, l’obbligo di dotarsi di un adeguato assetto organizzativo, per prevenire e monitorare l’insorgenza della crisi è già in essere. Come spiegato molto bene nell’articolo Codice della crisi d’impresa: un errore circoscriverlo alla “fase patologica”:

“dal 16 marzo 2019 tutte le imprese (non solo quelle dotate di organo di controllo) devono adottare un adeguato piano di prevenzione dei rischi da continuità aziendale e devono introdurre un protocollo di procedure (ancorché minime e adattate alla dimensione) atte a monitorare periodicamente tali rischi affinché non possa essere perduta la continuità aziendale e siano monitorati gli indicatori e gli indici che possono fare presumere l’avanzare dell’insolvenza. Le responsabilità degli amministratori e dei controllori sono evidentemente elevate”.

Il modulo Sistema di Allerta di GhostCFO individua e valuta un’ampia casistica di dati quantitativi e qualitativi idonei a far emergere preventivamente i sintomi di un’eventuale crisi prima che essa possa sfociare in una segnalazione all’OCRI. Le aree indagate non sono solo contabili, ma anche finanziarie (rapporti con le banche), gestionali, commerciali e sono in arrivo delle nuove sezioni per i rischi caratteristici e una valutazione Forward Looking. Un sistema semplice e certificato con firma elettronica che proverà l’attività svolta e faciliterà le misure premiali in caso di procedura di insolvenza.

La possibilità inoltre di utilizzare i moduli Centrale Rischi e Tesoreria Attiva migliora rispettivamente il rapporto con gli istituti di credito (segnalatori soggetti terzi) e l’aspetto previsionale del dettato della legge.